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IV MEETING OF EUROPEAN WORLD HERITAGE ASSOCIATIONS

Si è tenuto il 18 e 19 ottobre scorso a Noto il IV Meeting of European World Heritage Associations, che ha visto numerosi delegati dei Siti Patrimonio Mondiale europei confrontarsi fra loro e con i professionisti del settore dei beni culturali sul tema della comunicazione.

La manifestazione, organizzata e promossa dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO in collaborazione con il Comune di Noto, è stata occasione per gettare le basi della formalizzazione del Network delle Associazioni Europee, che sarà sede internazionale per il confronto e per le progettualità future delle realtà europee legate ai temi della valorizzazione e promozione dei beni del Patrimonio Mondiale.

“I nostri siti Patrimonio Mondiale – ha detto Giacomo Bassi, presidente dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale – raccontano e preservano la storia e la cultura dei territori: noi abbiamo la grande responsabilità di tramandare in maniera efficace le ragioni della loro importanza e della nostra comune responsabilità, sviluppando la consapevolezza delle generazioni future. Ma da soli non si arriva lontano: è importante costruire una rete che veda protagonisti i paesi europei che, mettendo in comune le proprie specificità e capacità, possa davvero annullare i confini politici e lavorare in sinergia per il futuro, sulla base della comune eredità culturale”.

Importanti i contributi apportati nelle due giornate di lavori dagli ospiti e i relatori internazionali.

Molto apprezzata è stata la presenza del Direttore Editoriale dell’UNESCO Courier, Jasmina Šopova che da più di 20 anni si occupa della redazione del quadrimestrale dell’UNESCO, che ha ribadito quanto una comunicazione corretta – che si basi su fonti adeguate e verificate, garantisca la pluralità di punti di vista, che sia pertinente e obiettiva e che sia accessibile a tutti i cittadini – sia il primo strumento di costruzione della pace.

A puntare l’attenzione sul ruolo di UNESCO come chiave di lettura ma anche di brand per lo sviluppo e il riconoscimento dei valori unescani ci hanno pensato, invece, il segretario generale della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, Enrico Vicenti, e Livio Garuccio dell’UNESCO World Heritage Centre.

Importante il contributo dei rappresentanti delle Associazioni Europee che, presentando i propri progetti di comunicazione, hanno fornito importanti spunti di riflessione e confronto sulle best practices da implementare, affrontando in maniera collegiale la necessità di chiarire i propri punti di forza e lavorare sulle criticità emerse.

In particolare, da World Heritage UK è arrivata la sollecitazione di utilizzare strumenti diretti di monitoring per misurare il grado di conoscenza e consapevolezza di cittadini e turisti sul Patrimonio Mondiale locale, per valutare il grado della comprensione dell’Outstanding Universal Value.

L’Associazione tedesca ha portato all’attenzione come best practice il progetto di comunicazione del Common Wadden Sea Secretariat, che attraveso strumenti di ricerca e divulgazione diversi e complementari (dal web alle mappe tematiche) mira ad accrescere la conoscenza dell’OUV di un sito transfrontaliero con criticità e peculiarità che vanno protette per e dalle generazioni future.

Alliance of World Heritage Cultural Landscapes (Spagna), ha raccontato il processo che ha portato al rinnovamento del proprio sito web, attraverso il quale si cerca di sostenere la crescita di consapevolezza sul Patrimonio Mondiale, evidenziando anche le diverse forme di gestione integrata dei luoghi interessati.

L’Associazione svizzera ha presentato il progetto sul W.H.S. Voucher, un libretto per presentare al pubblico (locale e turistico) la rete dei siti Patrimonio Mondiale della Svizzera e le diverse attività messe in atto. Un modo “innovativamente tradizionale” per fare promozione.

La World Heritage Norway ha, invece, puntato sul racconto del proprio Visitor Centre, fulcro delle attività dell’Associazione e delle iniziative legate alla valorizzazione dell’OUV e ai processi di Capacity Building degli stakeholder dei siti.

L’Associazione francese ha presentato una forma di comunicazione un po’ diversa, puntando sulle attività di formazione e trasmissione portate avanti dal loro gruppo di lavoro. La trasmissione di competenze ed esperienze rappresenta, infatti, una fase essenziale nei processi di crescita e sviluppo della consapevolezza dell’OUV, dal momento che incide per prima sugli operatori.

L’Asscociazione svedese ha presentato un interessante progetto sulle attività proposte in materia di comunicazione per supportare lo sviluppo sostenibile dei territori e delle attività che li caratterizzano, soprattutto in quanto luoghi inseriti nella World Heritage List.

Infine, il Grupo Ciudades Patrimonio de la Humanidad de España ha riferito le attività in programma per i festeggiamenti del 25esimo anniversario della fondazione dell’Associazione spagnola, che nel tempo è diventata un esempio di cooperazione fra il pubblico e il privato per la valorizzazione e promozione del Patrimonio Mondiale.

L’appuntamento si rinnoverà nel 2019 con il V Meeting delle Associazioni Europee del Patrimonio Mondiale in Spagna.

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